Maxi operazione della dda di cagliari e della polizia contro un’organizzazione criminale che favoriva l’immigrazione clandestina transnazionale. 8 gli arrestati

Maxi operazione della dda di cagliari e della polizia contro un’organizzazione criminale che favoriva l’immigrazione clandestina transnazionale. 8 gli arrestati

La DDA di Cagliari e la polizia di Stato hanno smantellato una potente organizzazione criminale transnazionale arrestando 8 stranieri per “organizzazione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. L’operazione, definita Phantom, è ritenuta una delle più complesse e articolate fra quelle sviluppate negli ultimi anni in materia di criminalità transnazionale. Ha consentito infatti di disarticolare un’organizzazione criminale che operava tra Algeria, Italia e Francia, dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’indagine prende il nome dai potenti gommoni ad alte prestazioni, denominati “Phantom”, che l’organizzazione avrebbe dovuto utilizzare per trasportare, attraverso il Mediterraneo, sia migranti irregolari sia ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.
Le investigazioni, avviate nel mese di febbraio, sono state sviluppate attraverso un’intensa attività di intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, acquisizioni documentali e numerosi riscontri investigativi sul territorio, consentendo agli investigatori di ricostruire nel dettaglio la struttura e le modalità operative del gruppo criminale.
Secondo gli elementi raccolti, al vertice dell’organizzazione sarebbe stato individuato un cittadino algerino richiedente asilo, recentemente stabilitosi nel Cagliaritano, ritenuto il promotore e coordinatore dell’intero sistema illecito. L’uomo avrebbe gestito il reclutamento dei migranti e degli scafisti in Algeria, la riscossione del denaro necessario per la traversata e l’organizzazione dei viaggi clandestini verso le coste della Sardegna attraverso pericolose imbarcazioni e la presunta corruzione di appartenenti alle autorità locali per agevolare le partenze.
Le indagini avrebbero infatti consentito di ricostruire un consolidato asse criminale tra El Kala (Algeria), Cagliari e Marsiglia (Francia), lungo il quale si sviluppavano le principali direttrici operative dell’organizzazione. In Algeria venivano reclutati i migranti, organizzate le partenze e predisposta la logistica per le traversate; in Sardegna era presente la struttura incaricata dell’accoglienza, della predisposizione dei documenti contraffatti e del supporto operativo ai sodali; mentre nell’area di Marsiglia operava uno dei principali finanziatori dell’organizzazione, ritenuto il referente per il reperimento delle risorse economiche e dei mezzi navali ad alte prestazioni.

Foto: https://direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it/2023/la-direzione-investigativa-antimafia-su-delega-della-d-d-a-di-caltanissetta-ha-eseguito-unordinanza-di-misura-cautelare/

Le indagini hanno consentito di ricostruire almeno cinque traversate clandestine partite dalla città algerina di El Kala e dirette verso le coste meridionali della Sardegna, identificando i presunti scafisti impiegati e documentando un collaudato sistema di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Ma il progetto criminale si ritiene fosse destinato ad assumere dimensioni ancora più rilevanti.
L’organizzazione aveva infatti acquisito gommoni equipaggiati con motori ad alta potenza e progettava di inaugurare una nuova e più redditizia rotta del traffico di esseri umani: partire dalle coste sarde, raggiungere l’isola tunisina di La Galite, imbarcare gruppi di migranti e riportarli rapidamente in Sardegna mediante traversate velocissime. Un modello operativo che avrebbe consentito di moltiplicare il numero dei viaggi e, conseguentemente, i profitti dell’organizzazione, considerato che ciascun migrante avrebbe corrisposto alle organizzazioni criminali una somma stimata intorno ai 2.500 euro per raggiungere il territorio italiano.
In Sardegna il promotore si ritiene potesse contare su una rete di complici incaricati della predisposizione dei mezzi logistici, dell’accoglienza dei migranti e soprattutto della produzione di documenti contraffatti.
L’indagine avrebbe infatti documentato un articolato sistema di falsificazione dei modelli attestanti la richiesta di protezione internazionale, i cosiddetti modelli C3, ottenuti mediante l’alterazione di documenti autentici e la sostituzione delle fotografie identificative. I documenti, ceduti a circa 150 euro, consentivano ai cittadini stranieri di permanere e muoversi illegalmente sul territorio nazionale. Gli investigatori avrebbero inoltre accertato, senza alcun coinvolgimento delle società di gestione, presunte infiltrazioni da parte dei sodali all’interno delle strutture di accoglienza, finalizzate al reperimento della documentazione originale da utilizzare per la realizzazione dei falsi, successivamente impiegati anche per ottenere titoli di viaggio necessari a lasciare la Sardegna così come per il reperimento di medicinali ad effetto psicotropo destinati alla vendita illegale.
Inoltre, secondo quanti accertato dagli investigatori, l’organizzazione avrebbe pianificato l’importazione dalla Spagna di circa 500 chilogrammi di hashish e 10 chilogrammi di cocaina, da trasportare via mare mediante due gommoni “Phantom”. Il progetto criminoso, tuttavia, non sarebbe stato portato a compimento; pertanto, nel provvedimento di fermo non sono stati contestati i reati concernenti il traffico di sostanze stupefacenti.

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